Un nuovo megapost elettorale!

Siamo nel 2014: è l’anno della protesta, del fare rumore, della politica ad alta voce, dei vaffanculo e dell’essere contro (qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista, cit.). Gli italiani odiano l’Europa, i greci odiano l’Europa, gli spagnoli ed i francesi ed i portoghesi e gli irlandesi e gli sloveni odiano l’Europa.

Eppure ci sono le elezioni europee, vanno fatte. Anche se sono le elezioni con meno appeal nella storia della democrazia rappresentativa. Come facciamo a rilanciare un continente che non piace a nessuno? Con una massiccia campagna di PSA sulle reti RAI, uno slogan accattivante ed un hashtag ufficiale!image

Non scherzo, è roba del ministero dell’interno. Del sito ufficiale.

Ma chi votare, questo giro, alle elezioni europee? Corriamo il rischio di farci distrarre dall’hashtag o, peggio ancora, dal motto leggermente fascisteggiante che accompagna l’ambiente sbarazzino di una tornata elettorale che non si fila nessuno. Quindi, se siete ancora in alto mare, affidate la vostra scelta alla selezione del nuovo megapost elettorale!

#1 Basta euro! Ovvero quelli che basta l’euro.

#Lega Nord

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La lega ce l’ha così duro che è bravissima a cavalcare ogni battaglia. Ci sono stati gli indiani d’America che non avevano leggi sull’immigrazione e, adesso, c’è l’Europa cattiva che ci uccide con l’euro malvagio. Vai Alberto, leva ancora la tua spada e trancia l’ingiustizie della banca centrale e liberaci - ancora - dall’imperatore tedesco!

Chi lo vota: a Varese fa il 50% fisso, ad esempio.

#BASTA €URO

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Non smetterò mai di dirlo: la vera politica è questa. Poche idee scritte in grassetto su uno sfondo monocromatico.

Chi lo vota: purtroppo nessuno, Calderoli ha spinto perché venisse rifiutato e sulla vostra scheda non ci sarà. Questa non è democrazia.

#Lista del grillo parlante

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Il grosso errore di comunicazione qui risiede nella scelta di usare due colori per scrivere ‘no euro’. Quelli di Basta €uro hanno centrato molto meglio il messaggio.

Chi lo vota: sicuramente non chi ha paura degli insetti. C’è un grillo là sopra. Che schifo.

#2 Gerontocratici e affini

#Pensionati e invalidi - giovani insieme

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Che non si capisce bene cosa voglia dire. Si tratta di pensionati invalidi che sono giovani e riuniti oppure di pensionati giovani insieme agli invalidi? 

Chi lo vota: una lunga serie di prepensionati quarantenni.

#Pensionati consumatori

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Il numero dei pensionati in Italia aumenta, così anche il numero di contrassegni e liste che si appropriano della pensione e ne fanno una bandiera. E poi, parliamoci chiaro: ci stanno provando a rendere la politica una cosa ggiovane (vedi l’hashtag di cui sopra) ma, alla fine, gli unici che hanno tempo di votare sono i pensionati. Si vota la domenica, sabato ho fatto after e figurati se mi alzo prima dell’aperitivo.

Chi lo vota: i pensionati.

#Valentino presidente - Movimento pensionati europei, movimento autonomo autotrasportatori europei

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Pensionati, non credetegli: non esiste il presidente dell’Europa. Più o meno. Cioè, sì, non è una monarchia quindi abbiamo il presidente. Però il presidente non lo votate voi. Valentino non sarà mai presidente.

Chi lo vota: Valentino

#Partito pensionati

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Di nuovo: grassetto monocromo su sfondo bianco. Non abbiamo idee e le scriviamo in grande. Il partito dei pensionati è una certezza costante della politica italiana (che ci crediate o no, grazie ai magheggi delle alleanze, hanno anche un senatore).

Chi lo vota: quei pensionati che hanno avuto voglia di scorrere in fondo la lista di tutti i partiti con pensionati nel nome

#Alleanza dei lavoratori e difesa delle pensioni

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La pensione pare essere una cosa a cui l’italiano medio tiene molto. Ma bisogna muoversi in avanti, capire che è una cosa vecchia legata ad un mercato del lavoro in declino. Chissà se esisterà mai un movimento contro le pensioni. Giusto per cambiare musica, per vedere tutti insieme l’effetto che fa.

Chi lo vota: il responsabile marketing aquafresh. Dai, quella in basso è chiaramente una strisciata di dentifricio.

#Pensionati d’Europa

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Pensionati di tutto il mondo, unitevi. Questo gridava Marx, giusto? Ad ogni modo, visto che le elezioni mondiali ancora non esistono, bisogna accontentarsi di unire tutti i pensionati d’Europa. Quanta ambizione per un solo partito.

Chi lo vota: Pensionati con manie di grandezza.

#3 Gli inkazzati, i vendicatori, i flagellatori

#Io non voto

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Io non voto va messo a prescindere, in tutte le liste (così come anche casapound, appena sotto). È troppo bello per non includerlo. Però ecco, se volete sapere come la penso potete cercarvelo nel post dell’anno scorso.

Chi lo vota: chi lo vota?

#Casapound Italia

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Povero Ezra, se solo sapesse. Altroché far pugni nella torre di comando con T.S. Eliot.

Chi lo vota: chi ‘i giorni sono vuoti e le notti sono vuote’ ed il topo che non fa muovere l’erba. Ed i fascisti. Anche i fascisti, purtroppo.

#La catena

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Fermiamoci un minuto per contemplare la bellezza e la complessità estetica di questo simbolo. Una ascia bipenne (che forse ricorda troppo un doppio fascio littorio) attorno a cui si snoda una virilissima catena d’acciaio. La stessa catena che circonda tutto in un abbraccio eterno. È una metafora? Cosa ci stai dicendo? Vi lego e vi decapito? E quelle V, quelle sul filo della lama, cosa vogliono dire?

Chi lo vota: Franco Bruno, il fondatore. Ripete più volte agli intervistatori che, per presentare il simbolo, si è fatto 800km. Sicuramente quindi non avrà problemi a presentarsi al seggio.

#Io Cambio

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io cambio, le mani in tasca e cambio, la voce in testa e cambio, corro nel vento e cambio

Chi lo vota: weight-watchers, personal trainer e motivatori in generale.

#Terra Nostra

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Scenario: Italia 2014, sono passati circa vent’anni dalla grande guerra di mafia che uccise Falcone, Borsellino e chissà quanta altra gente. Qualcuno, in memoria di ciò, ha deciso di presentare un simbolo che ritrae il mezzogiorno e lo dichiara Terra nostra. Ma sono una lista civica di scopo, dicono. Quando gli si chiede quale sia questo scopo, loro rispondono “è una cosa nostra”.

Chi lo vota: scambisti, nel senso voto di scambio.

#Movimento di insorgenza civile - Movimento duosiciliano

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Come gli amici di cosaTerra Nostra, il movimento duosiciliano e la sua insorgenza civile portano avanti la battaglia per la riconquista della piena sovranità culturale, politica ed economica del sud. Solo in un altro contesto storico. Il Regno delle due Sicilie. Non scherzo, parlano davvero di Italia Meridionale Preunitaria come di un soggetto giuridico.

Chi lo vota: quello che ferì Garibaldi ad una gamba, Garibaldi che comanda, che comanda il battaglion.

#Popolari italiani per l’Europa

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Non c’è nulla di rivoltoso qui. Cosa c’è di più moderato di un popolare? Un popolare italiano che sia per l’Europa. Però… però… qualcosa non mi torna. Non sono le stelle, non è il maiuscoletto… Ma quella lì è? No, dai. Hanno davvero messo una svastica nel simbolo? La vedo solo io?

Chi lo vota: vecchi reduci condizionati, fangirls del messaggio subliminale.

#Forconi

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Il primo simbolo hipster della storia della politica italiana. Quel look semplicistico ma curato alla perfezione, il tridente inserito casualmente in ogni lettera possibile, quella I finale che è anche una Y ma pure una vecchia PSI greca, per strizzare l’occhio alla brit-invasion ma anche ai classicisti.

Chi lo vota: Kony. Ve lo ricordate, quello dei bimbi soldato? Ha inteso male, pensava che fosse For Cony, un qualche movimento in suo supporto.

#TOP TEN: ovvero il meglio del meglio del meglio del meglio. Reloaded.

10 Parlamentare indipendente

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Il simbolo, ci tengono a sottolineare, è stato disegnato a mano e non con photoshop. Quindi devono essere dei tradizionalisti, credo. Gente che rispetta la santità del matrimonio, cose così.

Chi lo vota: è indipendente, non ha bisogno di essere votato.

 9 Solidarietà - Libertà giustizia e pace

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Non sappiamo invece chi abbia disegnato questo simbolo né che mezzi abbia usato per farlo. Vince una pacca sulla spalla chi riesce a capire cosa significhino le linee sulla sinistra, quelle inserite nel fascio di luce. Dite che è braille? Forse codice Morse?

Chi lo vota: la mente malata che inserì nella terza generazione di giochi pokémon un enigma basato sul braille.

  8 Italia Moderata

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A quanto pare questa top ten si sta limitando a raccogliere i simboli brutti. Questo è brutto. Proprio brutto brutto. Mioddio quanto sei brutto.

Chi lo vota: non lo so, non lo riesco a capire. Il simbolo è così triste che non mi va nemmeno di lavorarci una battuta sarcastica sopra. Passo.

 7 PDA - partito delle aziende

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Qual è il modo migliore di presentarsi alle europee se non ricalcare l’iconica unità monetaria nel simbolo che si presenta? Sono una new entry e spero non se ne vadano mai, il loro scopo è restituire dignità e rappresentanza politica al lavoro. Ma quella testa d’aquila lì, sulla sinistra, cosa vuol dire? Simboleggia il purgatorio dantesco?

Chi lo vota: quelli che l’Italia era una repubblica fondata sul lavoro.

 6 Chiamiamolo per il Piemonte

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Chiamiamolo? Chiamare chi? È uno dei sette nani? E chiamarlo come, che nemmeno mi avete scritto il numero di telefono? Chiamiamolo per il Piemonte, va bene. Ma il Piemonte ne ha bisogno? Siamo sicuri che il Piemonte non sia perfettamente autonomo così, che sappia cavarsela benissimo senza bisogno di chiamarlo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Chi lo vota: gli altri sei nani.

5 Partito Popolare Italiano - Popolari

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Nell’era della crisi, quando lo scudo crociato non basta a difendersi dallo spettro infame ed ateo dei comunisti, è necessario che compaia sul contrassegno elettorale una bella merlatura guelfa. Che poi c’è anche questa cosa che potrebbe non essere una merlatura ma bensì lo scudo crociato ricamato su un gonfalone. Che stile che hanno, questi popolari.

Chi lo vota: filo-papali, oppositori dell’imperatore, laureati in storia medioevale.

4 Democratici di sinistra - partito del socialismo europeo

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Giuro che ero convinto che si fossero estinti. Li abbiamo cercati tantissimo eppure erano proprio spariti. Che strana sensazione, sono quasi felice. Mi sento come se, camminando per strada, avessi incontrato un dodo. Quanti bei ricordi, Achille Occhetto.

Chi lo vota: archeologi, criptozoologi, paleontologi ed affini

 3 A-Team autonomie

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Adoro i piani ben riusciti. Peccato che la A sia la stessa dell’autogrill. Fortunatamente però il partito dà una sua spiegazione del simbolo e quindi, almeno questa volta, mi limito a copiare. ”Le nostre montagne (sono altoatesini, ndr), la loro imponenza ed il loro equilibrio hanno ispirato il colore grigio. Il giallo invece è il colore della trasformazione […] e la A è l’inizio di ogni alfabeto, il primo tassello per la costruzione di qualunque parola.”

Chi lo vota: Sicuramente non lo voteranno tutti quelli che usano scritture non alfabetiche. E quelli che hanno il nome senza A.

2 Forza Juve € bunga bunga

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Le scorse elezioni avevo istituito una categoria speciale per i movimenti de-ideologizzati. Cosa dire? C’è un omino che dà un calcio al simbolo dell’euro gridando forza Juve. Che poi io sono milanista e metterlo in classifica mi girano anche un po’ i maroni.

Chi lo vota: se la Juve si prende in tempo quei nove punti che gli mancano per vincere lo scudetto, probabilmente sbanca.

1 MSE - Movimento sociale per l’Europa

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Risorge dalle proprie ceneri la fenice, dalla fiamma tribicolore si leva il fiero volatile pronto a sacrificarsi per poi risorgere ancora ed ancora per portare in tutta europa la luce dell’infiammato spirito italico e bla bla bla bla bla. Notevole impegno di questo movimento (che pare si rifaccia ad una ideologia di estrema destra) che è riuscito ad accaparrarsi un testimonial di grande importanza. Guardatelo: è Moltres. Il pokémon leggendario (l’unico pokémon leggendario che era anche una pippa, ndr)

Chi lo vota: Ash Ketchum, Pikachu, il Professor Oak e milioni di cartucce game boy sparse in giro per il mondo.

modernism-in-metroland:

Bletchley Leisure Centre (1972-6) by Faulkner-Brown Hendy Watkinson and Stonor.
Leisure complex including a swimming pool enclosed in a galvanised steel pyramid and walkways constructed of glass reinforced plastic. The buildings were demolished in 2010 and replaced with a new centre by Holder Mathias Architects.
Image from Culture24.

IT’S THE FUCKING GEOFRONT

modernism-in-metroland:

Bletchley Leisure Centre (1972-6) by Faulkner-Brown Hendy Watkinson and Stonor.

Leisure complex including a swimming pool enclosed in a galvanised steel pyramid and walkways constructed of glass reinforced plastic. The buildings were demolished in 2010 and replaced with a new centre by Holder Mathias Architects.

Image from Culture24.

IT’S THE FUCKING GEOFRONT